Mario Adinolfi non si smentisce mai. Tuttavia, prima di pubblicare le sue ‘dichiarazioni’, è meglio delineare brevemente il suo profilo biografico (per coloro che non lo conoscono).
Ha militato prima nella Democrazia Cristiana, poi nel Partito Popolare Italiano (dal 1993), diventando membro dell’esecutivo nazionale. In seguito, nel 2001, si candida a sindaco di Roma con il movimento Democrazia Diretta, guadagnando la bellezza dello 0,1% dei voti; al secondo turno decide di appoggiare l’elezione di Walter Veltroni. Nel 2007, si candida alle primarie del Partito Democratico e fa un vero e proprio exploit: lo 0,17% dei voti. stato membro della assemblea costituente del PD, che lo ha eletto tra i cento componenti della commissione che ne scrive lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del PD. Nel 2008 si candida alle elezioni politiche con il PD, nella circoscrizione Lazio 1, risultando primo dei non eletti. Il 25 Giugno 2009 si candida alla segreteria nazionale del PD, presentando una mozione congressuale pubblicata su Europa; decide poi di sostenere Dario Franceschini.
Ha una rubrica quotidiana proprio sul giornale Europa, organo di stampa ufficiale del Partito Democratico.
Delineata la sua biografia politica, passiamo alle due dichiarazioni. Scrive Adinolfi, verso le 12.00, sulla sua pagina ufficiale di Facebook:
“E comunque, precisiamolo: i trans non sono donne all’ennesima potenza, sono moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza…preda di un mondo fatto di degrado e squallore, compravendita del corpo, spesso di alcool e droga…viva le mogli, le madri che si fanno il culo quadro, le donne con le palle perché non sono “riposanti” ma compagne dialettiche di un’esistenza, quelle che ci accudiscono per davvero e non a botte di mille euro a prestazione“.
Nei commenti rincarerà la dose, definendo i transessuali, dispregiativamente, dei “travoni”. Non è la prima (e non sarà l’ultima) perla di saggezza che il piddino Adinolfi ci regalerà. A Luglio, infatti, pubblica un altro stato, questa volta riguardante la bocciatura della legge contro l’omofobia:
“Incostituzionale l’aggravante di ‘omofobia’. Giusto così”.
Ma non è finita qui. Il 2 Marzo, alle 10.29, Adinolfi ci regala la sua perla di saggezza mattutina:
“Ragiono (è anche comico, nda) sulla questione dei figli, sul matrimonio omosessuale e le conseguenti genitorialità “inventate” contro ogni legge di natura, e mi continuo a chiedere perché venga considerata tanto “de sinistra” l’artificialità di rapporti generati solo per soddisfare un egoismo… è più di sinistra considerare il diritto di ogni bambino a avere una madre e un padre, non due che si possono stufare della “macchina nuova”
Faccio mio l’invito del compagno Luca Sappino: “Cari democratici, mica sarete gente che discrimina? Mica vorrete restare un minuto di più nello stesso partito di Adinolfi, no? O lui o voi. Forza. Coraggio”.
*UPDATE
Ecco come Adinolfi risponde a chi linka l’articolo sulla sua pagina: “Ho dei biografi appassionati, ma mica cambio idea per una manciata di coglioni…pure quelli che m’hanno spaccato un casco in faccia alla fine sono dovuti scappare…provassero con le pistole, che di chiacchiere dei cretini è pieno il mondo”
Pacatamente, serenamente (cit). Ha ragione Arianna Ciccone: “Siamo le parole che usiamo”.
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Capito perchè Sinistra Ecologia e Libertà ha circa l’8% su scala nazionale senza avere un solo rappresentante in Parlamento e 30 secondi al mese di interviste televisive?
Come me, siamo quasi tutti transfughi dal PD per merito (?) di questi “margheritini” dal nobil cuor.
Non c’è che dire. Devono aver sgobbato molto per essere riusciti a selezionare un elemento così scelto….
Anch’io ho ho partecipato a quella discussione. Purtroppo la superficialità con cui si parla di certi argomenti (es. la prostituzione) lascia senza parole.
Gli Adinolfi di questo mondo – sono tanti – hanno diritto di esprimere le proprie, chiamiamole così “opinioni” con i mezzi che ritengono opportuni e con gli strumenti sintattico/grammaticali che si trovano a possedere, fino a quando queste opinioni non violano la legge. A salvaguardia di questo principio vi sono la Costituzione e la magistratura. Detto questo, il fatto misterioso che il nostro specifico Adinolfi militi nel PD spiega a chiare lettere il motivo per cui questo partito è in rapido dissolvimento, incapace di esprimere una linea politica coerente su qualunque tema che non sia marginale.
Ahi, ahi, ahi, admin. Le informazioni marginali sono a volte utili anch’esse. Guarda quanto hai ommesso di evidenziare ad esemkpio dalla sua wikipedia del facocero romano:
“È stato il primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, piazzandosi al sesto posto (Casinò di Venezia, maggio 2009). Nel marzo 2011 ha centrato un altro tavolo finale WPT, chiudendo al quarto posto la tappa di Vienna.
Dal 2009 è anche autore del “Mario Adinolfi Italian blog”, nel quale racconta la sua vita di giocatore professionale di poker, nella squadra di Full Tilt”.
Scusa se te lo dico, ma di solito notizie del genere non sono da poco:
1 Gli piace il gioco d’azzardo (che sportivo, eh, con le chiappe incollate sulla sedia per ore e ore… Non ti dice niente anche questo???)
2 L’aspetto simbolico poi è a dir poco devastante: giocare ai soldi è equivalente per un politico di professione (bella roba…) a maneggiare il denaro, le risorse pubbliche, rubare insomma. E le noticie degli ultimi mesi sui latrocinii PDeschi lo confermano abbondantemente…
3. continau tu se ne hai voglia…